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REGOLAMENTO

ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI

REGOLAMENTO

Per l'esecuzione dello Statuto Organico dell'Associazione Nazionale Carabinieri
(Approvato con decreto ministeriale 29 maggio 1957)


N.535 - DISPOSIZIONI VARIE

Decreto ministeriale 29 maggio 1957 col quale si approva il Regolamento per l'esecuzione del vigente statuto organico dell'Associazione Nazionale Carabinieri

(Direzione generale personali civili e affari generali)

(Estratto della dispensa 26a del Giornale Militare Ufficiale del 29 Giugno 1957)



IL MINISTRO PER LA DIFESA

Visto l'art. 46 dello statuto organico dell'Associazione Nazionale Carabinieri, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1956, n. 1286;

Decreta:

E' approvato l'unico Regolamento per l'esecuzione dello statuto organico dell'Associazione Nazionale Carabinieri, regolamento composto di n. 60 articoli e 3 allegati.

Roma, lì 29 maggio 1957

Il Ministro Taviani

REGOLAMENTO PER L'ESECUZIONE DELLO STATUTO ORGANICO
DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI

Cap. I

DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI

Art.1

Per la realizzazione delle norme contenute nella lettera c) dell'art. 2 dello statuto, le Sezioni: " cercheranno di ottenere facilitazioni di pagamento e sconti presso aziende commerciali, mediante la stipulazione di apposite convenzioni; " faciliteranno con speciali convenzioni con medici e farmacisti l'assistenza sanitaria ai soci ed alle loro famiglie, sempre che non si tratti di elementi assistiti dall'E.N.P.A.S. o da altri Enti; " favoriranno
per quanto possibile la sistemazione dei soci disoccupati presso Istituti di vigilanza urbana notturna, di vigilanza campestre, di giardinaggio e presso agenzie di informazioni private, ecc.; " promuoveranno fra i soci la costituzione di cooperative di consumo, edilizie, agricole, ecc. Queste, peraltro, avranno in ogni caso, funzionamento interamente autonomo dall'Associazione ed i soci che contraggono impegni con regolari atti notarili ne rispondono personalmente a norma di legge. Per quelle attività per le quali occorrono autorizzazioni di polizia od amministrative, tali autorizzazioni saranno intestate a chi il Consiglio della sezione affida "pro tempore" la gestione dell'attività senza alcun riferimento alla Sezione. Detto gestore, che deve essere sempre un appartenente all'Arma in congedo, socio della Sezione, risponde personalmente a norma di legge del regolare funzionamento dell'attività per la quale ha ottenuto l'autorizzazione e in nessun atto o documento deve far riferimento alla Sezione. Il Consiglio di Sezione stabilisce - mediante regolare atto notarile - gli obblighi che detto gestore deve assumere verso la Sezione. L'autorità competente che, per il disposto dell'ultima parte dell'art. 2 dello statuto, può chiedere il concorso dei soci effettivi all'Associazione, è l'Arma in servizio.

Art.2

Le bandiere nazionali e le fiamme che l'Associazione, le Sezioni e le Sottosezioni sono autorizzate ad usare dovranno essere acquistate a loro spese o potranno essere accettate in dono da enti militari e civili, da comitati locali o da privati cittadini di specchiata moralità. Le scorte alla Bandiera Nazionale ed al suo Medagliere sono costituite, rispettivamente, da due componenti dell'Associazione. I distintivi sociali, che i soci effettivi, d'onore e benemeriti sono sempre autorizzati a portare, sono forniti unicamente dalla Presidenza nazionale, alla quale i soci potranno richiederli direttamente o per il tramite delle Sezioni o delle Sottosezioni, previo versamento dell'importo del distintivo, fissato dalla stessa Presidenza nazionale, maggiorato delle spese di spedizione. Il berretto a busta ed il sopracolletto di panno, con alamari, per i soci effettivi in congedo saranno conformi ai modelli di cui agli allegati nn. 1 e 2 al regolamento approvato con decreto ministeriale 8 settembre 1951. Il sopracolletto per i componenti del Consiglio nazionale sarà interamente bordato col seguente numero di galloncini piatti dorati: 3 per il Presidente od il Commissario nazionale; 2 per il Vice Presidente nazionale; 1 per i Consiglieri nazionali, gli Ispettori regionali od interregionali ed il Segretario nazionale. Il Segretario nazionale, inoltre, al di sopra del galloncino ne applicherà un altro soltanto fino al termine degli alamari. Per i componenti i Consigli sezionali è prescritta analoga bordatura col seguente numero di galloncini piatti argentati: 2 per il Presidente o il Commissario; 1 per i Consiglieri ed i Fiduciari delle Sottosezioni ed il Segretario. Anche il Segretario sezionale al di sopra del galloncino ne applicherà un altro fino al termine degli alamari.

Art.3

Le domande di ammissione a socio effettivo e simpatizzante sono estese in carta libera su modello conforme, rispettivamente, agli allegati 1 e 2. Le domande di ammissione per i militari in congedo e per i familiari devono essere presentate o trasmesse dagli interessati direttamente al Presidente nazionale o al Presidente della Sezione locale a seconda che trattasi di iscrizione alla Sede centrale od alla Sezione. Il Presidente nazionale ha facoltà di autorizzare l'iscrizione, direttamente presso la Sede centrale dell'Associazione, di coloro che risiedono in località dove non esistano Sezioni o Sottosezioni e nei casi nei quali ricorrano particolari situazioni che possano far considerare inopportuna l'iscrizione presso le Sezioni o le Sottosezioni. I soci che abbiano effettuato l'iscrizione presso la Sede centrale possono, con semplice avviso alla Presidenza nazionale, passare a far parte delle Sezioni o delle Sottosezioni che esistano o vengano istituite nello ambito del territorio di residenza. I soci iscritti alla Sede centrale, al fine di aver modo di tenersi al corrente della vita dell'Associazione, debbono abbonarsi al periodico, organo ufficiale dell'Associazione stessa. Il Presidente nazionale ed i Presidenti di Sezione, prima di accogliere le domande, potranno praticare gli accertamenti che riterranno opportuni al fine di stabilire se gli ammittendi siano meritevoli ed in possesso di requisiti voluti. Il Presidente nazionale o della Sezione, nei casi in cui le domande di ammissione a socio non vengano accolte, ne daranno notizia agli interessati con comunicazione scritta di carattere personale.

Art.4

I militari dell'Arma in servizio di tutti i gradi i quali intendano iscriversi all'Associazione ed associarsi all'annessa Cassa di Previdenza dovranno farne domanda al Comando di reparto di appartenenza, il quale provvederà agli ulteriori incombenti secondo le disposizioni del Comando Generale dell'Arma. I carabinieri ausiliari senza vincolo di ferma e gli aggiunti non possono chiedere l'iscrizione alla Cassa di Previdenza. I comandi, i circoli o le sale convegno dell'Arma che intendano farsi soci collettivi basta ne diano comunicazione alla Sezione in luogo, la quale provvederà senz'altro per la loro iscrizione. Il contributo sociale annuo dei militari in servizio dei vari gradi è stabilito tempestivamente, per ogni biennio a partire dal 1957, dal Comandante Generale dell'Arma. La Presidenza nazionale segnerà ai comandi dei reparti, ai quali i militari appartengono, la ricevuta dei versamenti effettuati e rimetterà le tessere associative da consegnarsi agli interessati, nuovi iscritti o già soci; rimetterà, inoltre, per i soci iscritti alla "Cassa di Previdenza" i relativi certificati d'iscrizione. All'atto del congedamento i militari soci, senza alcun obbligo di ulteriore contributo fino al 31 dicembre dell'anno in cui il congedamento è avvenuto, passano di diritto a far parte delle Sezioni o delle Sottosezioni esistenti o aventi giurisdizione nella località nella quale il militare ha eletto il proprio domicilio. Qualora nella località del domicilio eletto non esistano Sezioni o Sottosezioni gli interessati potranno, a domanda, essere ammessi direttamente alla Sede centrale, secondo il disposto del precedente art. 3.

Art.5

Le Sezioni sono tenute a segnalare alla Presidenza nazionale i nominativi degli appartenenti all'Arma sia in servizio che in congedo, nonché i loro legittimi rappresentanti qualora i titolari siano deceduti, domiciliati nella giurisdizione delle Sezioni stesse, i quali abbiano titolo, ai sensi dell'art. 5 dello Statuto, per essere nominati "soci d'onore" della Associazione. Gli Ispettori regionali (o interregionali) ed i Presidenti delle Sezioni hanno facoltà di proporre al Comitato centrale per la nomina a "socio benemerito" i militari dell'Arma sia in servizio che in congedo, anche se già iscritti all'Associazione quali soci effettivi, nonché i soci simpatizzanti o persone estranee all'Arma ed enti che, ai sensi del citato art. 5 dello statuto, ne siano ritenuti meritevoli. Le proposte dovranno essere motivate e di ogni persona od ente designato per la nomina a "socio benemerito" dovranno, con distinto foglio, essere specificate le particolari benemerenze. Presso la Presidenza nazionale saranno iscritti, in distinti albi, i nomi di tutti i soci d'onore e di quelli benemeriti. Analoghi albi saranno tenuti dalle Sezioni ed in essi saranno compresi soltanto i nomi dei soci d'onore e dei soci benemeriti residenti nella circoscrizione della Sezione stessa.

Art.6

Il ritiro della tessera nei casi previsti dall'art. 7 dello statuto, e che riguarda i soci di tutte le categorie eccetto i militari in servizio, è disposto dal Presidente nazionale in seguito a motivata proposta dell'Ispettore o del Presidente della Sezione competente o dal Segretario nazionale per gli iscritti alla Sede centrale. I provvedimenti disciplinari di cui all'art. 9 dello statuto vengono adottati secondo il prescritto dell'art. 10 dello stesso statuto. Prima di infliggere la punizione di cui alla lettera a) del citato art. 9 dello statuto, il Presidente nazionale od il Presidente della Sezione devono invitare il socio a giustificarsi. Di ogni provvedimento disciplinare deve essere data comunicazione all'interessato, il quale firmerà apposita dichiarazione debitamente datata. Nel caso di rifiuto, il Presidente nazionale od il Presidente della Sezione, rispettivamente assistiti dal Segretario nazionale o dal Segretario, redigeranno apposito verbale.

Art.7

La Commissione di disciplina chiamata ad esprimere il proprio giudizio nei casi in cui debbono essere inflitti i provvedimenti disciplinari di cui alle lettere b) e c) dell'art. 9 dello statuto è composta secondo le prescrizioni di cui all'art. 27 dello statuto stesso. Qualora, durante l'anno, taluno dei membri della Commissione venga a cessare, esso è sostituito per il tempo che rimane fino al compimento dell'anno. Se un membro della Commissione di disciplina viene sottoposto a procedimento disciplinare, decade senz'altro dall'incarico conferitogli. Della Commissione di disciplina non possono far parte coloro che, comunque, abbiano concorso al promuovimento del procedimento disciplinare o che siano congiunti dell'inquisito. In tali casi il Presidente della Sezione nomina altro membro soltanto per quel procedimento.

Art.8

Il Comitato centrale o la Commissione di disciplina inviteranno rispettivamente i soci iscritti all'Associazione o alla Sezione, deferiti al loro giudizio, a presentare le proprie giustificazioni, ma se queste non arrivano nel tempo stabilito e l'inquisito non si presenta a proprie spese il giorno in cui si riunisce il Comitato centrale o la Commissione di disciplina si procederà ugualmente. I giudizi del Comitato centrale o della Commissione di disciplina vengono emessi a maggioranza. Ogni votazione avviene in ordine inverso del grado o d'anzianità nel grado dei componenti il Comitato centrale o la Commissione di disciplina. I giudizi del Comitato centrale o della Commissione di disciplina vengono subito comunicati rispettivamente al Presidente nazionale o all'Ispettore regionale o interregionale ai quali spetta adottare il provvedimento disciplinare. Il Presidente nazionale non presiede il Comitato centrale quando questo esamina, in sede di appello, i provvedimenti disciplinari adottati dal Presidente della Sezione o dall'Ispettore regionale (o interregionale).

Art.9

Per i reclami avverso provvedimenti disciplinari valgono le norme dell'art. 10 dello statuto. I Presidenti di Sezione non possono per nessun motivo rifiutarsi di dar corso ai reclami dei soci, ma dovranno vistarli anche con le proprie considerazioni, conclusioni e proposte. I reclami che perverranno direttamente alla Presidenza nazionale degli interessati saranno trasmessi ai Presidenti delle Sezioni perché si regolino come sopra è detto. I reclami debbono essere presentati entro trenta giorni dalla data di ricezione della comunicazione del provvedimento disciplinare.

Art.10

Chi, per qualsiasi motivo, perde la qualifica di socio, deve restituire la tessera sociale e non può fare uso del distintivo. Il socio sottoposto a procedimento disciplinare, anche se si dimette, viene considerato appartenente all'Associazione fino alla conclusione del procedimento stesso.

Art.11

Le disposizioni di carattere generale decise dal Consiglio nazionale e quelle emanate dal Presidente nazionale in virtù dell'art. 13 dello statuto saranno pubblicate sull'organo ufficiale dell'Associazione.

Art.12

I componenti il Consiglio nazionale, residenti fuori Roma, che non possono intervenire alle riunioni del Consiglio, comunicheranno per iscritto il proprio avviso sulle questioni all'ordine del giorno formulando, ove lo credono, osservazioni e proposte. In ogni riunione del Consiglio nazionale il Presidente nazionale, dopo aperta la seduta, farà dare lettura delle comunicazioni pervenute dai membri suddetti, del parere dei quali sarà tenuto conto nel computo dei votanti su ciascuna questione all'ordine del giorno. Per ogni riunione sarà redatto, in apposito registro, verbale riassuntivo che verrà sottoscritto dal Presidente nazionale e dal Segretario nazionale che è tenuto a partecipare alle sedute del Consiglio nazionale. La data e l'ordine del giorno delle riunioni del Consiglio nazionale saranno, dalla Segreteria nazionale, rese note almeno dieci giorni prima della data in cui le riunioni stesse dovranno essere tenute. In caso di urgenza la convocazione può essere fatta con preavviso di tre giorni, per espresso, per telegramma o fonogramma.

Art.13

Il Comitato centrale collabora con il Presidente nazionale negli affari di ordinaria amministrazione e nella soluzione di casi urgenti ai sensi dell'art. 16 dello statuto. Le deliberazioni del Comitato centrale interessanti il patrimonio dell'Associazione o delle Sezioni debbono essere verbalizzate su apposito registro e tenute presenti dal Consiglio nazionale in sede di bilancio. Il Presidente nazionale può affidare a membri del Comitato centrale o a soci qualificati lo studio di problemi tecnico-amministrativi e l'organizzazione di particolari attività dell'Associazione.

Art.14

Il Segretario nazionale ha la direzione e la responsabilità della segreteria dell'Associazione, custodisce gli atti contabili, redige i verbali del Consiglio nazionale e del Comitato centrale, traduce in atto le loro deliberazioni e firma col Presidente nazionale o con il Vice Presidente, che eventualmente lo sostituisce, gli atti sociali. Il Segretario nazionale, nella sua qualità di amministratore dei beni dell'Associazione e della Cassa di Previdenza, cura la esazione, rilasciandone ricevuta, e sorveglia la registrazione contabile dell'importo delle tessere annuali, delle percentuali sulle quote sociali dovute dalle Sezioni, dell'importo delle quote associative dovute dai soci, militari in servizio e iscritti alla Sede centrale, nonché delle quote associative ed importo tassa d'iscrizione alla Cassa di Previdenza e delle somme che pervengono alla Presidenza nazionale sotto qualunque titolo. Provvede ad effettuare i pagamenti autorizzati dal Consiglio nazionale o dal Comitato centrale, ritirandone quietanza. Procede a tutti gli acquisti necessari per il funzionamento degli uffici dell'Associazione e sorveglia la regolare tenuta dell'inventario. Il Segretario nazionale provvede a versare di volta in volta le somme riscosse a qualunque titolo sul conto corrente postale intestato all'Associazione o presso un Istituto di credito in un conto corrente pure intestato all'Associazione. Provvede anche, a seguito di apposita deliberazione del Comitato centrale e nei limiti fissati dalla predetta deliberazione, ad investire le somme versate nei conti correnti, in titoli al portatore di Stato o garantiti dallo Stato, i quali debbono essere affidati in custodia all'Istituto di credito presso cui l'Associazione e la Cassa di Previdenza hanno il conto corrente, in modo che detto istituto provveda, alle scadenze, alla riscossione delle cedole e controlli l'estrazione dei premi eventualmente assegnati ai titoli stessi, depositando il relativo importo nel conto corrente dell'Associazione e della Cassa di Previdenza, a seconda che i titoli appartengano all'una o all'altra. Ad ogni riunione del Consiglio nazionale, è tenuto a far conoscere la situazione di cassa dell'Associazione e della Cassa di Previdenza mediante appositi estratti. Per i bisogni ordinari ha facoltà di tenere fino a L. 50.000 liquide sui fondi dell'Associazione e fino a L. 25.000 su quelli della Cassa di Previdenza.

Art.15

Gli Ispettori regionali od interregionali fanno parte di diritto del Consiglio nazionale al quale sono tenuti a far noti i desideri, i bisogni e le aspirazioni dei soci delle Sezioni alle quali appartengono e, soprattutto, le possibilità che le Sezioni hanno di realizzare le finalità sociali. Gli Ispettori sono organi direttivi, di collegamento e di controllo fra gli organi centrali e gli organi periferici dell'Associazione dei cui dirigenti debbono considerarsi pratici consiglieri. Per la tenuta ed il disbrigo del carteggio, strettamente indispensabile, relativo alle loro funzioni, gli Ispettori possono avvalersi della collaborazione del Segretario della Sezione esistente nella località ove hanno il loro domicilio; provvedono però con i propri fondi alle spese di cancelleria.

Art.16

Le Sezioni - organo base dell'Associazione - dipendono dalla Presidenza Nazionale con la quale intercorrono rapporti diretti, salvo i casi in cui lo statuto prescrive di far capo ai rispettivi Ispettori o la Presidenza nazionale non ritenga prescrivere per talune questioni tale tramite. E' fatto divieto alle Sezioni di rivolgersi per qualsiasi motivo direttamente alle Autorità Centrali ed al Comando Generale dell'Arma. Esse invece possono, nelle forme volute e per fini assistenziali, rivolgersi direttamente alle Autorità provinciali o locali: per ogni altro debbono sempre far capo gli Ispettori od alla Presidenza nazionale.

Art.17

Le Sezioni possono intitolarsi, previa approvazione della Presidenza nazionale, ad un Eroe o ad un Caduto dell'Arma ed in tal caso al nome dell'Eroe o del Caduto sarà fatto seguire anche quello della località di costituzione (es. Sezione Chiaffredo Bergia di ……………..). I nominativi da imporre dovranno riferirsi a decorati di medaglia d'oro o dell'Ordine Militare d'Italia, anche se viventi, o, se Caduti, almeno a decorati di medaglia d'argento al Valor Militare di Marina, di Aeronautica o civile. Le Sezioni che s'intitolano ad Eroi dell'Arma, quando possono procurarsi una loro fotografia, la sistemeranno convenientemente nei locali della sede insieme alla riproduzione della motivazione delle ricompense che premiarono il loro valore. Il testo delle motivazioni, da richiedere alla Presidenza nazionale, sarà dalle Sezioni esposte nei locali delle proprie sedi anche se non sia possibile procurarsi la fotografia dell'Eroe.

Art.18

Il Presidente della Sezione cura lo sviluppo della propria Sezione ed il regolare funzionamento. Le facoltà devolute al Presidente della Sezione ed i suoi doveri sono quelli di cui all'art. 21 dello statuto. Della nomina dei comitati di cui alle lettere d) ed e) del citato art. 21 dello statuto dà comunicazione alla Presidenza nazionale. Il Presidente della Sezione, nella prima riunione del Consiglio di Sezione, fa procedere alla nomina di due revisori dei conti, scelti tra i soci della Sezione per il controllo, almeno ogni sei mesi, dei registri e dei documenti contabili della Sezione nonché del bilancio.

Art.19

Il Consiglio di Sezione rappresenta tutti gli iscritti in essa ed oltre i compiti di cui all'art. 24 dello statuto ha facoltà di farsi promotore di proposte organiche e complete da sottoporre alle decisioni del Consiglio Nazionale, purché risultino votate a maggioranza, riflettano questioni di principio o l'adozione di provvedimenti di carattere generale e vengano approvate dal Comitato centrale, al quale dovranno pervenire tramite l'Ispettore competente, che esprime il suo parere. La data e l'ordine del giorno delle riunioni del Consiglio di Sezione saranno comunicati ai membri del Consiglio stesso dal Presidente della Sezione almeno otto giorni prima della data fissata per la riunione. In caso di urgenza la convocazione può essere fatta con preavviso di almeno 24 ore. Ciascun consigliere, tre giorni avanti la riunione del Consiglio o prima di iniziare la discussione, nei casi d'urgenza, potrà proporre al Presidente la trattazione di argomenti non posti all'ordine del giorno, argomenti che, una volta inseriti per determinazione del Presidente nell'ordine del giorno, potranno essere portati in discussione. Per ogni riunione del Consiglio di Sezione sarà redatto apposito verbale riassuntivo, seguendo le norme di cui al precedente art. 12 per le riunioni del Consiglio nazionale. Il Consiglio sezionale ha l'obbligo della più scrupolosa cura del patrimonio sociale e deve vigilare, anche a mezzo dei revisori, affinché le spese siano sempre contenute nei limiti di bilancio in modo da non incontrare passività. Delle eventuali irregolarità amministrative i componenti del Consiglio rispondono personalmente ed a norma di legge.

Art.20

Il Segretario della Sezione coadiuva il Presidente della Sezione ed assume personalmente le funzioni di cassiere economo che, per le Sezioni numerose, possono dal Presidente essere affidate ad un socio che dimostri particolare attitudine ad assolverle. Le attribuzioni del Segretario delle Sezioni sono, in quanto possibile, analoghe a quelle previste dal precedente articolo 14 per il Segretario nazionale.

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